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Cittadinanza

La cittadinanza italiana si basa sul principio dello “ius sanguinis” (diritto di sangue), per il quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano; tuttavia è da tener presente che la madre cittadina trasmette la cittadinanza ai figli minori solo a partire dal 1.1.1948, per effetto di una specifica sentenza della Corte Costituzionale.

Attualmente, la cittadinanza italiana è regolata dalla legge n. 91 del 5.12.1992 che, a differenza della legge precedente, rivaluta il peso della volontà individuale nell’acquisto e nella perdita della cittadinanza e riconosce il diritto alla titolarità contemporanea di più cittadinanze, fatte salve le diverse disposizioni previste da accordi internazionali.

MODALITÀ DI ACQUISIZIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA

Riconoscimento della cittadinanza italiana in Perù “iure sanguinis”

AVVISO ALL’UTENZA

Si ricorda all’utenza che per la sola ricezione delle istanze di riconoscimento di cittadinanza italiana per discendenza, c.d. jure sanguinis, ivi compreso il caso di figli maggiorenni di cittadini italiani già regolarmente iscritti, è abilitato un apposito sistema di gestione degli appuntamenti attraverso il portale della Farnesina “Prenot@mi”, raggiungibile al link https://prenotami.esteri.it/

L’Ambasciata d’Italia ricorda inoltre che la procedura per il riconoscimento della cittadinanza italiana è strettamente personale anche nella fase di prenotazione dell’appuntamento e non sono in ogni caso ammesse intermediazioni in qualsiasi della procedura svolta con questo Ufficio. Al riguardo, si invita l’utenza a scaricare, compilare e sottoscrivere il modulo di segnalazione di intermediazione, che dovra’ essere obbligatoriamente presentato il giorno dell’appuntamento.

In particolare, si raccomanda l’utenza di non affidarsi ad Agenzie, Uffici di Traduzioni o Studi di Avvocati che offrono, a vario titolo, turni per la presentazione della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana jure. Si ricorda che, secondo la normativa italiana, la prenotazione dei menzionati turni e’ strettamente personale e non può essere oggetto di intermediazione, pena la cancellazione dell’eventuale turno ottenuto e le altre più gravi conseguenze previste dalla legislazione italiana.

Al riguardo, preme segnalare che lo “Studio CMT Abogados” nelle sue comunicazioni con l’utenza offre tale irregolare servizio nonostante varie richieste di chiarimenti rimaste inevase. Si raccomanda, pertanto, all’utenza di non affidarsi a tale Studio di Avvocati, nè evidentemente ad altri intermediari come sopra indicato, che promettono l’ottenimento di un appuntamento per la presentazione dei documenti di cittadinanza, onde evitare di incorrere nelle responsabilità sopra menzionate.

***

La cittadinanza italiana “iure sanguinis” viene riconosciuta a favore di chi ne fa specifica richiesta, nonchè dei propri figli minorenni.

La richiesta è personale, pertanto deve essere presentata dai diretti interessati.

Il riconoscimento del possesso della cittadinanza è subordinato alla dimostrazione, da parte dell’interessato, che i suoi ascendenti in linea retta abbiano mantenuto la cittadinanza italiana senza interruzione.

Dove Richiederla:

L’autorità competente ad effettuare il riconoscimento è determinata in base al luogo di residenza:

  • all’estero sarà l’Autorità consolare territorialmente competente (nel caso del Perù, l’Ambasciata di Lima),
  • In Italia invece, sarà il Comune di residenza.

DOCUMENTI RICHIESTI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA “IURE SANGUINIS”

PRIMA PARTE (Documenti del capostipite)

  • Atto di nascita in originale del capostipite, completo di paternità e maternità.
  • Atto di matrimonio del capostipite.
  • Atto di nascita della coniuge del capostipite.
  • Atto di morte del capostipite e della coniuge.
  • Certificato rilasciato dalla Direzione Nazionale di Naturalizzazione peruviana (Av. España n. 700 Breña) / Superintendencia Nacional de Migraciones – MIGRACIONES dal quale risulti che il capostipite non si è naturalizzato peruviano.

SECONDA PARTE (relativi ai discendenti del capostipite)

  • Atto di nascita, di matrimonio e di nascita dei figli minorenni dell’interessato.
  • Atto di nascita dei coniugi dei richiedenti (tradurre gli atti di nascita delle coniugi, se il matrimonio civile è stato celebrato prima del 27 aprile 1983, altrimenti basta allegare un atto di nascita semplice in lingua spagnola).
  • Atto di morte dei membri della famiglia che fossero deceduti.

COME DEVONO ESSERE PRODOTTI GLI ATTI DI STATO CIVILE PERUVIANI

Gli atti peruviani di stato civile sopra indicati, devono essere fotocopie recenti del Registro Civile o rilasciate dalla RENIEC (non dattiloscritte né manoscritte), richieste per uso all’estero nel Comune di rilascio o nella stessa RENIEC e tradotte in italiano da un traduttore abilitato. Tali atti dovranno essere consegnati all’Ufficio Consolare. Sia gli atti come le traduzioni dovranno essere obbligatoriamente legalizzate dal Ministero degli Affari Esteri del Perù (Apostille).

È necessario compilare la “richiesta di trascrizione atti” (scaricarla qui).


IMPORTANTE

  • Non sono trascrivibili nei Registri di Stato Civile italiani gli atti di stato civile redatti all’estero prima dell’entrata in vigore del R.D. 15.11.1865, n. 2602 nonchè ai sensi dell’art. 51 del R.D. 1238/1939 del Regolamento dello Stato Civile.
  • I nomi, i cognomi, luogo e data di nascita e gli altri dati contenuti negli atti, dovranno essere minuziosamente controllati dagli interessati, affinchè non appaiano errori sugli atti stessi. Se del caso, dovranno essere effettuate le relative rettifiche giudiziarie o notarili. In caso contrario non verrà accettata la domanda.
  • I figli naturali dovranno essere riconosciuti da entrambi i genitori.
  • Gli atti iscritti d’ufficio dovranno riportare il riconoscimento di entrambi i genitori, se trattasi di figlio naturale, e di uno dei genitori, se trattasi di figlio legittimo. Nel caso che gli atti di stato civile fossero iscritti giudiziariamente, dovrà essere prodotta la relativa notifica del giudice al Comune d’iscrizione (“Oficio Transcriptorio“), contenente la trascrizione della sentenza che ne ordina l’iscrizione, debitamente legalizzata dal Ministero degli Affari Esteri del Perù e tradotta da un traduttore ufficiale.
  • Al momento della consegna degli atti di stato civile summenzionati, dovrà essere consegnata anche una scheda personale (scaricarla qui) di ogni cittadino italiano richiedente il riconoscimento, con l’apposizione di una fotografia del titolare. Nel compilare la scheda relativa a una persona deceduta, al posto della foto va iscritta la data del decesso. Le schede sono a disposizione degli interessati presso l’Ufficio Consolare di questa Rappresentanza.
  • Allegare, inoltre, un albero genealogico della famiglia in formato semplice.
  • Pagamento dei diritti consolari pari a Euro 300 in valuta locale (S/1.221,00 – v. tariffe consolari) per il riconoscimento della cittadinanza italiana dei maggiori di 18 anni. Si tratta di contributo dovuto per la trattazione della pratica che è svincolato dall’esito dell’accertamento. La relativa marca consolare viene apposta alla ricevuta della domanda di riconoscimento della cittadinanza al momento della ricezione della pratica (compreso per pratiche incomplete) e non può essere rimborsata.

Certificato di mancata rinuncia (Non rinuncia)

Dichiarazioni di non rinuncia alla cittadinanza italiana in base all’art.1 della legge 91/92 e alla Circolare k.28 .1 del Ministero dell’Interno

Le persone con cittadinanza peruviana, residenti regolarmente fuori dal Perù e che hanno avviato l’istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis presso il Comune italiano oppure la rappresentanza diplomatica/consolare di residenza, NON devono sollecitare a questo Consolato l’emissione del Certificato di Mancata Rinuncia/Non Rinuncia.

Tale richiesta deve essere effettuata direttamente dal Comune italiano oppure dall’autorità diplomatica/consolare di residenza a questo Consolato, esclusivamente via PEC.

La risposta ai Comuni di questa rappresentanza diplomático- consolare avviene, via PEC al servizio di stato civile competente, nei termini di legge se la richiesta è stata correttamente formulata nell’interesse di straniero effettivamente residente sul suolo nazionale, salvo al riguardo ogni controllo previsto dalla normativa.

Concessione della cittadinanza italiana per matrimonio

L’acquisto della cittadinanza da parte del coniuge straniero o apolide di cittadino italiano è disciplinato dagli artt. 5, 6, 7 e 8 della legge 91/92 e successive modifiche.

Il coniuge straniero può acquistare la cittadinanza italiana su domanda, in presenza dei seguenti requisiti:

  • in Italia: due anni di residenza legale dopo il matrimonio o dalla data di acquisizione della cittadinanza italiana per naturalizzazione da parte del coniuge; all’estero: tre anni dopo il matrimonio o dalla data di acquisizione della cittadinanza italiana per naturalizzazione da parte del coniuge. Tali termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi;
  • validità del matrimonio per l’ordinamento italiano e trascrizione dell’atto di matrimonio presso il competente Comune italiano, nonché permanenza del vincolo coniugale fino all’adozione del decreto;
  • assenza di sentenze di condanna per reati per i quali sia prevista una pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione o di sentenze di condanna da parte di un’Autorità giudiziaria straniera ad una pena superiore ad un anno per reati non politici, quando la sentenza sia stata trascritta in Italia;
  • assenza di condanne per uno dei delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III del codice penale (delitti contro la personalità dello Stato);
  • assenza di motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica;
  • conoscenza certificata della lingua italiana ad un livello non inferiore al B1 del “Quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue” (norma in vigore per le istanze presentate a decorrere dal 4.12.2018).

ATTENZIONE: Con riferimento al contesto peruviano, l’atto di nascita e il certificato penale peruviani, con  le relative traduzioni, devono essere preventivamente apostillati, per poter essere allegati correttamente alla domanda on line.

Alla presentazione della domanda on line, inoltre, la coppia deve essere residente presso questa Circoscrizione Consolare, il coniuge italiano deve essere regolarmente iscritto AIRE, il matrimonio deve essere già registrato presso il Comune italiano di riferimento e il vincolo matrimoniale deve essere sussistente (non deve, cioè, essere intervenuto lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non deve sussistere separazione personale tra i coniugi).

PROCEDURA OPERATIVA

Attualmente, i soggetti residenti all’estero devono presentare la domanda di acquisto della cittadinanza italiana per via telematica secondo la nuova procedura stabilita dal competente Ministero dell’Interno.

Il richiedente deve registrarsi sul portale dedicato, denominato PORTALE SERVIZI, al seguente  url: https://portaleservizi.dlci.interno.it/  e, effettuato il login, avrà accesso alla procedura telematica per la presentazione della domanda di cittadinanza.

Effettuato il login dovrà accedere alla sezione CITTADINANZA contenente le seguenti funzionalità:

  • Gestione della domanda
  • Visualizza stato della domanda
  • Primo accesso alla domanda
  • Comunicazioni

Selezionando la voce “GESTIONE DOMANDA”,  il richiedente avrà la possibilità di inserire la propria istanza compilando uno dei quattro moduli a disposizione:

  • Modello A – Cittadini Stranieri residenti in Italia – Art. 5 richiesta per matrimonio con cittadino italiano.
  • Modello B – Cittadini Stranieri residenti in Italia – Art. 9 e/o Art. 16 – Richiesta per Residenza.
  • Modello AE – Cittadini Stranieri residenti all’Estero – Art. 5 richiesta per matrimonio con cittadino italiano.
  • Modello BE – Cittadini Stranieri residenti all’Estero – Art. 9 c. 1., lettera c.

L’utente deve compilare tutti i campi previsti dal modulo ed inserire i seguenti documenti obbligatori indicati dal Ministero dell’Interno per effettuare la richiesta di cittadinanza (si ricorda che il regolamento U.E n. 2016/1191, entrato in vigore il 16 febbraio 2019, prevede l’esenzione della legalizzazione a condizione che i documenti pubblici siano rilasciati a un cittadino dell’Unione dalle autorità del suo Stato membro di cittadinanza):

  1. Estratto di nascita del paese di origine (in regola con gli obblighi prescritti dalla vigente legislazione in materia di legalizzazione/apostille e traduzione – v. Traduttori) completo di tutte le generalità.
  2. Certificato penale del paese di origine e di tutti i paesi terzi di residenza (a partire dai 14 anni d’età) e/o di cui si possiede la cittadinanza, rilasciati da non oltre 6 mesi dalla data di presentazione della domanda, debitamente corredato da apostille e traduzione (v. Traduttori), anch’essa con apostille. Il richiedente è esonerato dal presentare il certificato penale del paese di origine solo se lo ha lasciato prima del compimento dei 14 anni e non ne ha conservato la cittadinanza;
  3. Ricevuta del versamento di contributo di 250 Euro a favore del Ministero dell’Interno e del pagamento della marca da bollo telematica di Euro 16. I pagamenti si effettuano tramite PagoPA direttamente dal Portale Servizi Cittadinanza del Ministero dell’Interno durante la compilazione del modulo telematico di domanda.
    1. Contributo di euro 250,00 a favore del Ministero dell’Interno, da effettuare esclusivamente sul conto corrente indicato dal Ministero dell’Interno“Ministero dell’Interno D.L.C.I Cittadinanza”
      Codice IBAN: IT54D0760103200000000809020
      Causale del versamento: Richiesta cittadinanza per matrimonio ex art. 5 L. 91/1992 e nome e cognome del richiedente
      Codice BIC/SWIFT di Poste Italiane: BPPIITRRXXX (per bonifici esteri)
    2. Marca da bollo Euro 16,00. Dall’estero è possibile effettuare il pagamento tramite bonifico bancario su IBAN della Banca d’Italia IT07 Y010 0003 2453 4800 8120 501

*Si consiglia di effettuare il pagamento una volta in possesso di tutti i documenti richiesti, incluso il certificato che attesta la conoscenza della lingua italiana livello B1.

  1. Documento di identità: fotocopia del passaporto oppure della carta d’identità estera in corso di validità (pagine con i dati personali, fotografia, date di rilascio e scadenza).
  2. Copia dell’atto integrale di matrimonio o estratto per riassunto del registro dei matrimoni, emesso dal competente Comune italiano nei cui registri di stato civile l’atto risulta trascritto.
  3. Certificato di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) o titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.

Gli enti certificatori CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità) – eventualmente in regime di collaborazione con i locali istituti italiani di cultura – sono esclusivamente l’Università per stranieri di Siena, l’Università per stranieri di Perugia, l’Università Roma Tre e la Società Dante Alighieri.

Dopo la presentazione della domanda per via telematica l’utente verrà convocato –tramite CIVES– dalla Rappresentanza diplomatico consolare che ha ricevuto l’istanza, per l’identificazione e gli altri adempimenti necessari al perfezionamento della domanda compresa l’acquisizione in originale della documentazione allegata all’istanza presentata on-line e di ogni altro documento utile per l’istruttoria della stessa, tra cui:

  1. DICHIARAZIONE NOTARILE DI RESIDENZA

E’ necessario produrre una dichiarazione notarile giurata di residenza, apostillata e tradotta in lingua italiana. La traduzione dovrà essere apostillata dal Ministero degli Affari Esteri peruviano (v. Traduttori) .

  1. CERTIFICATO DI CITTADINANZA ITALIANA E DI STATO DI FAMIGLIA DEL CONIUGE

Rilasciati dall’Ambasciata d’Italia in Lima il giorno della convocazione.

In base all’art. 4, comma 5 del D.P.R. n. 572/93 è facoltà del Ministero dell’Interno di richiedere, a seconda dei casi, altri documenti.

Si ricorda che, ai sensi della direttiva del Ministro dell’Interno del 7 marzo 2012, a partire dal 1° giugno 2012 la competenza ad emanare i decreti di concessione della cittadinanza spetta:

  • al Prefetto per le domande presentate dallo straniero legalmente residente in Italia;
  • al Capo del dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, qualora il coniuge straniero abbia la residenza all’estero;
  • al Ministro dell’Interno nel caso sussistano ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica.

Fa eccezione alla procedura sopra descritta il caso della donna straniera coniugata con cittadino italiano prima del 27 aprile 1983 che, a norma di legge, può acquistare la cittadinanza italiana automaticamente (a condizione che non vi sia stata sentenza di divorzio o che il coniuge non sia deceduto prima del 27.04.1983). La richiedente, in tale caso, dovrà presentare –previo appuntamento- l’atto di nascita in originale con traduzione in italiano, entrambi legalizzati o apostillati, a seconda se il Paese che ha emesso il documento aderisca o meno alla Convenzione dell’Aja, e il documento d’identità. Per la presentazione della domanda è necessario che l’atto di matrimonio, se è stato celebrato all’estero (ad esempio in Perù), sia stato trascritto in Italia. All’atto della presentazione dell’atto di nascita la richiedente dovrà corrispondere il pagamento di un contributo amministrativo pari a euro 300 in valuta locale (v. tariffe consolari).

CONTATTI:   Per maggiori informazioni e casi particolari, si può inviare un’e-mail all’indirizzo: ambasciata.lima@esteri.it

Riassuntivo delle principali leggi italiane relative alla cittadinanza ed i suoi effetti

1º GENNAIO 1948 – Costituzione della Repubblica italiana

Dalla data di entrata in vigore della Costituzione della Repubblica italiana, le donne italiane possono trasmettere la cittadinanza ai propri figli, sempre e quando non abbiano mai perso la cittadinanza italiana.

Legge n. 555 del 13.6.1912– Sulla cittadinanza italiana (G.U. n. 153 del 30.6.1912). Abrogata dalla legge n. 91/1992.

Principale legge sulla cittadinanza italiana:

  • è italiano il figlio di cittadino italiano;
  • il cittadino italiano trasmette la cittadinanza italiana alla coniuge automaticamente (fino al 27.4.1983);
  • la cittadina italiana che sposa un cittadino straniero che le trasmette la propria cittadinanza perde quella italiana.

Sentenza della Corte Costituzionale n. 87 del 9.4.1975. (Riconobbe il diritto della donna al mantenimento della cittadinanza nel caso di acquisizione involontaria di altra cittadinanza per matrimonio).

Legge n. 151 del 19.5.1975 – Riforma del diritto di famiglia (G.U. n. 135 del 23.4.75), entrata in vigore il 21.9.1975. (Negli articoli nn. 25, 218 e 219 essa recepì le determinazioni della già citata sentenza n. 87/1975 e approntò un dispositivo di recupero della cittadinanza).

Alcuni punti importanti:

  • Da questa data le donne italiane non perdono più la cittadinanza italiana per matrimonio contratto con cittadino straniero che le trasmette la propria cittadinanza automaticamente.
  • Le donne coniugate con cittadino peruviano prima del 24.4.1975, perdono la cittadinanza italiana, ma la possono riacquistare.
  • Le donne italiane coniugate dopo il 24.4.1975 non perdono più la cittadinanza italiana in nessun caso.
  • Per riacquistare la cittadinanza italiana persa per matrimonio con cittadino straniero, basta sottoscrivere un atto di volontà in presenza di due testimoni di cittadinanza italiana. Chiedere informazioni presso l’Ufficio Consolare dell’Ambasciata e chiedere un appuntamento.
  • Le cittadine italiane che hanno riacquistato la cittadinanza italiana dopo il 24.4.1975, possono trasmetterla ai figli che erano MINORENNI alla data del 27.4.1983, nonché alla data del riacquisto, se quest’ultimo è stato effettuato dopo il 27.4.1983.

Sentenza della Corte Costituzionale n. 30 del 28.1.1983. (Riconobbe la trasmissibilità della cittadinanza per via materna).

Legge n. 123 del 21.4.1983 – Disposizioni in materia di cittadinanza (G.U. n. 112 del 26.4.1983), entrata in vigore il 27.4.1983; abrogata dalla legge n. 91/1992. (Abolì l’automatismo nell’acquisizione della cittadinanza italiana per matrimonio, ribadì la facoltà della donna di trasmettere la cittadinanza ed introdusse l’obbligo di opzione per i doppi cittadini).

  • Da questa data, i cittadini italiani non trasmettono più la cittadinanza alle loro coniugi automaticamente Le vedove e/o divorziate prima del 27.4.1983, perdono la cittadinanza italiana.
  • Le vedove e/o divorziate dopo il 27.4.1983, NON perdono più la cittadinanza italiana, anche se acquisita per matrimonio.
  • Dal 27.4.1983, le donne possono trasmettere la cittadinanza italiana ai propri figli minori a tale data, (controllare le limitazioni).
  • Dal 27.4.1983, i coniugi di cittadini italiani (uomini o donne) possono naturalizzarsi italiani per matrimonio, presentando formale richiesta (della durata di circa 2 anni).
  • Se la cittadinanza italiana viene loro concessa, saranno considerati italiani dopo aver ottenuto il relativo Decreto del Ministro dell’Interno e di aver prestato giuramento. Il giorno successivo alla giuramento, sono considerati italiani a tutti gli effetti e deve essere trascritto in Italia in loro atto di nascita.

Legge n. 180 del 15.5.1986 – Modificazioni all’articolo 5 della legge 21.4.1983, n. 123 (G.U. n. 113 del 17.5.86), entrata in vigore il 18.5.1986; abrogata dalla legge n. 91/1992. (Estese il termine per l’opzione introdotta dalla legge n. 123/1983 fino all’entrata in vigore di una nuova legge organica sulla cittadinanza).

Parere del Consiglio di Stato n. 1060/90 del 7.11.90. (Vi veniva data definitiva risposta ad alcuni dubbi interpretativi originati dalle innovazioni legislative del 1983).

Circolare del Ministero dell’Interno n. K 28.1 dell’8.4.1991– Riconoscimento del possesso dello status civitatis italiano ai cittadini stranieri di ceppo italiano (v. G. Zampaglione, vol. III, pagg. 476-492).

Circolare del Ministero dell’Interno n. K 31.9 del 27.5.1991– Norme in materia di cittadinanza – Linee interpretative ed applicative.

Legge n. 91 del 5.2.1992 – Nuove norme sulla cittadinanza (G.U. n. 38 del 15.2.1992), entrata in vigore il 16.8.1992.

Circolari del Ministero dell’Interno n. K.60.1 dell’11.11.1992 e n. K 60.1 del 28.9.93, entrambi aventi ad oggetto: Legge 5.2.92, n.91 – Nuove norme in materia di cittadinanza – Linee interpretative.

D.P.R. n. 572 del 12.10.1993 – Regolamento di esecuzione della legge 5 febbraio 1992, n. 91 (G.U. n. 2 del 4.1.1994).

D.P.R. n. 362 del 18.4.1994 – Regolamento recante disciplina dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana (G.U. n. 136 del 13.6.1994).

Circolare del Ministero dell’Interno n. K. 60.1 del 6.5.94 – Adempimenti connessi al D.P.R. n. 572/1993 (v. G. Zampaglione, vol. III, pagg. 476-492).

Parere del Consiglio di Stato n. 199/97 del 5.3.1997. (Si espresse per il mantenimento della cittadinanza italiana della donna coniugata con cittadino italiano e naturalizzata straniera in vigenza della legge n. 555 del 1912).



Approfondimenti
  • Il D.L.4 ottobre 2018, n. 113, convertito in legge 1 dicembre 2018, n. 132 ha introdotto alcune novità in materia di cittadinanza.

    Si riportano di seguito i punti fondamentali:

    1. Naturalizzazioni

    - Importo

    L'importo del contributo dovuto al Ministero dell'Interno per le pratiche di riconoscimento della cittadinanza per naturalizzazione è confermato in € 250,00, ai sensi del novellato art. 9-bis della legge 5 febbraio 1992, n. 91.

    Detto importo deve essere corrisposto per tutte le istanze presentate a partire dal 5 ottobre 2018 (qualora l'utente abbia versato solo 200 euro, potrà essere effettuato un secondo pagamento pari a euro 50).

    - Requisiti linguistici

    La legge di conversione (in vigore dal 4 dicembre 2018) ha introdotto l'art. 9.1 alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, che prevede, quale condizione per il riconoscimento della cittadinanza ai sensi degli artt. 5 e 9 della suddetta legge, il possesso di un'adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue.

    L'accertamento di detto requisito va effettuato attraverso l'acquisizione di:

    · Un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario; ovvero

    · Una certificazione rilasciata da un ente certificatore.

    Al momento possono considerarsi sicuramente enti certificatori, appartenenti al sistema di certificazione unificato CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità):

    · L'Università per stranieri di Siena

    · L'Università per stranieri di Perugia

    · L'Università Roma Tre

    · La Società Dante Alighieri

    Potranno, pertanto, essere considerate valide ai sensi della norma citata le certificazioni di livello non inferiore a B1 rilasciate dai suddetti enti, eventualmente in regime di collaborazione con i locali Istituti italiani di cultura.

    - Termine procedimentale

    Il termine procedimentale per le istanze di naturalizzazione è stato elevato a 48 mesi dalla data di presentazione della domanda.

    2. Riconoscimenti “iure sanguinis”

    L'art. 14 comma 2 del D.L. n.113 citato è stato soppresso in fase di conversione in legge, pertanto il termine per la conclusione dei procedimenti di riconoscimento della cittadinanza “iure sanguinis” è da intendersi confermato in 730 giorni anche nei casi di istanze fondate su fatti occorsi prima del 1948.